Il dramma di Balestrate

Il pestaggio e la morte di Francesco Bacchi, giudizio immediato per Andrea Cangemi

Giudizio immediato per Andrea Cangemi, il 21enne accusato di omicidio preterintenzionale per la morte di Francesco Bacchi, avvenuta lo scorso 14 gennaio davanti alla discoteca Medusa di Balestrate, in provincia di Palermo, al termine di una violenta rissa.

La richiesta di giudizio immediato

Come si legge sul Giornale di Sicilia, la richiesta di giudizio immediato è stata avanzata dal pm Alessandro Macaluso ed accolta dal Gip Antonella Consiglio. Cangemi, attualmente agli arresti domiciliari, dovrà presentarsi in Corte d’Assise il prossimo 30 settembre. Per gli altri otto ragazzi coinvolti nella rissa e accusati di rissa aggravata, due sono in attesa della sentenza, due procedono con rito ordinario e quattro hanno optato per il rito abbreviato.

La ricostruzione della tragica notte

Ma cosa è successo quella maledetta notte a Balestrate? Francesco Bacchi, 22enne originario di Partinico, si trovava con il suo gruppo di amici all’interno del locale Medusa. Improvvisamente scoppia una violenta rissa, probabilmente per futili motivi, che in pochi minuti degenera coinvolgendo una decina di persone. La zuffa prosegue fuori dalla discoteca, dove Bacchi interviene in difesa di un suo amico aggredito dal gruppo di Cangemi. È a questo punto che il 22enne viene preso di mira da Cangemi e da un minorenne, con una serie di violenti calci alla testa e al torace. Bacchi cade a terra esanime, mentre il 118 accorre sul posto trovandolo già in condizioni disperate. Trasportato d’urgenza in ospedale, Francesco muore poco dopo il ricovero per le gravi lesioni riportate.

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Le prove dai filmati

La rissa, avvenuta attorno alle 3 di notte, è stata interamente ripresa dalle telecamere presenti nella zona, sia private che comunali. Proprio i filmati si sono rivelati fondamentali per ricostruire l’intera dinamica dei fatti e per identificare tutti i partecipanti allo scontro, ma soprattutto gli autori materiali dell’omicidio del giovane.

Il caso del minorenne coinvolto

Tra coloro che hanno scelto il rito abbreviato figura anche il minorenne, oggi maggiorenne, che avrebbe sferrato i calci decisivi contro la vittima. Attualmente l’indagato si trova in una comunità ed il Tribunale per i Minorenni ha rigettato l’istanza di messa in prova avanzata dal pm e dal difensore, ritenendo necessarie misure più stringenti date la gravità delle accuse.

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La perizia medico legale e le richieste dei legali

Intanto è stata depositata la perizia medico legale effettuata sul corpo del 22enne su richiesta dei legali delle parti civili costituite (la madre, il padre, il fratello e la sorella di Francesco). I difensori chiederanno la modifica del capo d’imputazione per il ragazzo che affiancò Cangemi nel pestaggio, con la contestazione di omicidio volontario. Inoltre, è stata avanzata istanza per contestare alcune aggravanti finora non ipotizzate per il gruppo di Cangemi, come i futili motivi, il fatto che la rissa sia avvenuta davanti a minori e la minorata difesa della vittima. Si attende ora l’udienza del 30 settembre, con Cangemi che dovrà presentarsi a giudizio con l’accusa di omicidio.

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