La Sicilia taglierà la tassa comunale d’imbarco negli aeroporti minori dell’isola così come da due anni chiede con forza Ryanair condizionando i propri investimenti a questa manovra. Ma la Regione fa questa scelta solo per gli aeroporti minori e dunque per le due isole, Lampedusa e Pantelleria, per Comiso e per Trapani Birgi, lasciando invariata la situazione su Palermo e Catania.
Il provvedimento vale circa 6 milioni e mezzo di euro che la Regione stanzierà nella prossima manovra economico finanziaria prevista fra giugno e luglio. Nelle variazioni di bilancio sarà prevista una misura compensativa nei confronti dei comuni che vedranno venir meno questa tassa. in questo modo si conta di abbattere i prezzi e favorire l’arrivo di compagnie e nuove tratte.
Una misura annunciata da Aricò a TalkSicilia
Questa scelta era già stata preannunciata dall’assessore regionale alle infrastrutture e Trasporti ospite di Talk Sicilia a fine gennaio. Quella che si prepara non è esattamente la misura che chiedeva la compagnia low cost irlandese che proprio per questo motivo ha spostato, nel 2025, i propri investimenti in Calabria. Ryanair chiedeva l’azzeramento su tutti gli aeroporti ma per la Regione in quel caso si tratterebbe di tagli poco significativi sui biglietti a fronte di un taglio importante, valutato in circa 80 milioni di euro sottratti ai comuni. Diversa l’applicazione sugli aeroporti minori dove il gettito fiscale che si taglia è “compensabile”. Si vedrà se la misura porta benefici sul fronte dell’incremento del traffico.
Il vertice a Palazzo d’Orleans
L’azzeramento della tassa d’imbarco è stato solo uno dei provvedimenti discussi durante il vertice convocato a Palazzo d’Orleans dal governatore governatore Renato Schifani, presenti l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e i segretari dei partiti della maggioranza.
Un intero pomeriggio sulla manovra
L’intero pomeriggio di ieri è trascorso discutendo delle misure economiche finanziarie. lo scopo è invitare i partiti a mettere in riga i propri deputati perché stavolta non ci saranno incentivi e norme mancia.
Nelle variazioni ci saranno anche i fondi per compensare norme che sono state cassate nelle finanziarie precedenti a cominciare da circa 25 milioni per adeguare le tariffe dei laboratori di analisi convenzionati e dei centri di riabilitazione. la norma andrà scritta diversamente èper evitare impugnative.
Le province in secondo piano
La maggioranza sperava di affrontare, presente Schifani, anche il nodo della candidature unitarie nelle ex province ma l’argomento è stato solo accennato. I leader della coalizione non intendono usare la loro influenza per queste scelte che lasciano, invece, ai partiti. C’è tempo solo fino al 7 aprile e, al momento, non c’è uno straccio di accordo regionale mentre i territori sono già in campagna elettorale.Il tavolo di coalizione proverà ad incontrarsi di nuovo oggi senza schifani e Galvagno
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